F1 | McLaren, Boullier tutela Magnussen dalle troppe aspettative

Woking, 20 marzo 2014 – Boullier, team principal McLaren, ha rilasciato alcune dichiarazioni su Magnussen, con il chiaro intento di non caricare di troppe aspettative il danese.

Magnussen McLarenChe furbacchione questo Eric Boullier. D’altronde che il manager francese sia capace di gestire le risorse umane della squadra, e soprattutto i piloti, si era capito dall’esperienza in Lotus, con Kimi Raikkonen e Romain Grosjean.

Adesso la “patata bollente” si chiama Kevin Magnussen; ventiduenne, con le stimmate del fuoriclasse, già a podio alla sua prima gara in McLaren. Facile, scontato, che il pensiero riavvolga il nastro a sette anni fa, al debutto di quel Lewis Hamilton subito protagonista in F1, e considerato uno dei “fenomeni” del Circus.

Ma un patrimonio va tutelato, il rischio è di rovinare tutto, creando aspettative insostenibili in una F1 complicata, criptica. Sì noiosa, ma anche difficile. Ecco perchè Magnussen “non è il nuovo Hamilton, non può lottare per il mondiale, deve ancora imparare tanto”.

Sono parole di Eric Boullier. Sembrano voler frenare il pilota della bassa Scandinavia. Sono invece un modo per proteggere questo ragazzo – che (evidentemente) diventerà un gran pilota – da una pressione mediatica che potrebbe rovinare il processo di crescita.

Così Boullier che “chiede tempo” per Kevin: “Non si devono costruire troppe aspettative sulla base di una sola gara. Prima di tutto, la grande differenza tra Lewis e Kevin è che Lewis aveva fatto un sacco di test con la McLaren prima di scendere in pista, era un’altra epoca, altre macchine. Questo fine settimana Kevin ha fatto un lavoro brillante, esemplare, ha gestito benissimo la pressione. Ma va ricordato come abbia beneficiato di alcuni ritiri e della decisione dei commissari FIA di squalificare Ricciardo”.