F1 | Storia: GP Australia 1996, il ritorno della febbre Villeneuve

26 febbraio 2014 – Melbourne dal 1996 nel è il nuovo approdo australiano della Formula 1 e al contrario di quello che succedeva negli anni passati per la prima volta è la gara inaugurale della stagione di Formula 1. Il team favorito per il titolo è, senza ombra di dubbio, la Williams. Il team si presenta con la nuova arma di Adrian Newey, la FW18 spinta dal collaudato V10 Renault.

Damon Hill sembra quasi condannato a vincere questo titolo mondiale (come poi effettivamente vincerà), ma come spesso succede il peggior avversario è il compagno di squadra. E il suo nuovo compagno di team porta un cognome pesante: Villeneuve. Proprio il figlio di Gilles, colui che l’anno prima ha vinto il titolo Indycar e la 500 Miglia di Indianapolis.Il canadesino non tradisce le attese e nelle qualifiche, in unica sessione al sabato, piazza il miglior tempo, battendo proprio il compagno-rivale Hill. Nelle immediate retrovie sorprende Irvine, che partirà davanti al suo caposquadra Schumacher.

Al via sembra tutto regolare, ma un terribile incidente alla seconda curva mette k.o. la Jordan di Martin Brundle e la McLaren di David Coulthard. La gara viene subito interrotta e i due si ritirano. Il secondo via avviene regolarmente, con Villeneuve che precede Hill, Irvine e Schumacher. Al terzo giro i ferraristi invertono le posizioni con Irvine che viene attaccato da Alesi, ma dopo pochi giri il francese sarà costretto al ritiro. Anche il tedesco perderà la gara, costretto al ritiro per problemi ai freni a metà gara.

L’interesse però è tutto per la coppia Villeneuve-Hill, con il canadese che dopo il pitstop si trova dietro il compagno di squadra, ma riesce a superarlo subito dopo. I due per diversi giri si inseguono, si studiano, con l’inglese che prova a superare il canadesino in tutti i modi, senza riuscirci. Entusiasmante la manovra al 33. giro, in cui Villeneuve è vittima di un lungo dopo il rettilineo e Hill tenta di approfittarne, ma non ci riesce. L’unica cosa che è capace di fermarlo… è la sua vettura; infatti, i l team si accorge che il V10 de canadese perde olio, che va tutto a finire sul casco e sugli alettoni della vettura gemella di Hill, così negli ultimi giri il canadese sarà costretto a cedere il passo a Hill., che si porterà a casa la vittoria, salutato dallo sbandieratore folle Glern Dix a sventolargli la bandiera a scacchi. Terzo Irvine davanti a Berger.

Il pilota inglese saggerà così il reale valore di Villeneuve, compagno di squadra all’esordio in Formula 1 e senza esperienza (imparava le gare alla Playstation) ma con un grande passato nelle corse e una tradizione alle spalle e sarà colui che, contendendogli il titolo, segnerà la fine della sua carriera in Williams, lasciandogli però il titolo mondiale..


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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