F1 | Schumacher ricorda gli anni in Ferrari
 

 


F1 | Schumacher ricorda gli anni in Ferrari

Gland, 4 agosto – Michael Schumacher è recentemente tornato a parlare del suo trascorso in Ferrari celebrando gli uomini chiave dei numerosi successi.

Dopo due mondiali vinti in Benetton, il tedesco arrivò alla corte di Luca Cordero di Montezemolo nel 1996 grazie ad un’offerta faraonica. L’obiettivo fu chiaro sin da subito: riportare a Maranello il titolo mondiale assente dal 1979, anno del trionfo di Jody Scheckter.

schummy_sky_3I primi anni furono tutt’altro che semplici; alla scarsa competitività della monoposto si aggiungevano anche gli errori del tedesco e la sfortuna, la quale nel 1999 lo privò della possibilità di lottare per l’iride a causa di un incidente a Silverstone.

La grande occasione del 2000 fu però colta e così i precedenti quattro anni di delusioni furono cancellati in un istante; un istante, come quello che servì a Ross Brawn per intuire di dover imbarcare più benzina nel primo pit-stop in modo da restare più a lungo in pista.

La storia delle cinque stagioni successive è da Annales dello sport: record infranti e mondiali vinti a ripetizione. Cinque al termine 2006, quando finì uno dei più prolifici e romantici sodalizi della storia.

Il tedesco ha iniziato ricordando proprio la coppia Brawn – Jean Todt, attualmente presidente FIA. “La maggior parte dei successi deriva anche dalle grandi intuizioni di Ross e Jean” ha commentato l’epta-campione del Mondo. “Quando ancora non vincevamo Jean lavorava 7 giorni su 7, oltre 14 ore pur di scovare i motivi delle sconfitte; in pochissimo tempo rivoluzionò il reparto corse. Fin da subito aveva compreso cosa mancava a me e Brawn: lui. Nacque così il triangolo magico che ci permise di vincere moltissimo”.

“Altro volto fondamentale è stato quello di Montezemolo, il quale ci ha appoggiati sia con la fiducia che col denaro, rendendo possibile la realizzazione di diverse idee”.

Schumacher si è anche soffermato sul compianto Gianni Agnelli a cui venne dedicata la F2003, denominata appunto G.A. “Era la grande eminenza dietro le quinte. Un uomo molto discreto, un grande tifoso della Ferrari e ancor di più della Formula 1. Grazie a loro il mio sogno si è realizzato; grandi imprenditori, ma prima ancora grandissimi appassionati. E’ per questo che abbiamo avuto molto successo”.


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