ACI-CSAI e Trident sarà la risposta all’assenza di italiani in F1?

Roma, 23 luglio – E’ della settimana scorsa la notizia dell’accordo tra il team Trident di GP3 e l’organo ACI-CSAI, che ha come scopo quello di promuovere l’approdo di italiani nella massima formula.

csai“Progetto giovani” è stato chiamato, e nasce con l’obiettivo di creare un vero e proprio canale tra le formule minori e la Formula 1. Quel ponte che molti piloti assimilano alla Ferrari Driver Academy, ma che finora ha portato pochi risultati, anzi, è probabilmente esso stesso uno dei motivi dell’assenza di piloti nostrani nel Circus.

L’internazionalità della scuola non aiuta la causa nazionale; finora infatti soltanto piloti stranieri sono stati portati nell’Olimpo delle quattro ruote. Ciò si rispecchia anche con la line-up promossa dal team italiano, il quale da troppo tempo schiera drivers stranieri. Michael Schumacher a parte, in molti si sono visti chiudere le porte della massima formula per assenza di supporto.

Non è un caso che gli unici campioni GP2 a non essere approdati in F1 siano italiani, ritrovatisi senza sostegno proprio nel momento più importante della propria carriera. Perchè? Perchè si sono trovati scoraggiati e senza aiuti sostanziosi.

Il Progetto Giovani ha dunque lo scopo di restituire fiducia, di ricreare una scuola tutta italiana la cui diffusione avviene attraverso un’importante realtà prima di tutto, evitando la grande diaspora dei giovani kartisti. Come succede in Russia con i team supportati dalla SMP, la quale promuove nei campionati europei i giovani più talentuosi.

La presenza in GP2 e 3 manifesta dunque l’intenzione di aver finalmente imparato dagli errori passati e di ricreare una “colonia” italiana anche nella massima formula, riportando magari nella penisola quell’alloro che manca da sessant’anni tondi tondi. Per l’ennesima volta i presupposti ci sono; sarà l’ennesimo buco nell’acqua o la svolta tanto attesa? Ai posteri l’ardua sentenza.


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