F1 | Gp D’Europa 1993: Senna diventa magico

Alessandria, 14 giugno 2013 – Secondo le statistiche l’ultimo Gp D’Europa si è corso sul tracciato ricavato dal porto di Valencia, quest’ anno cancellato dal calendario, ma ha avuto varie sedi tra cui, nel 1993 unica volta nella storia della Formula 1, quella di Donington per la precisione l’ 11 Aprile.

Era il giorno di Pasqua e lo divenne anche per la Formula 1 perchè Ayrton Senna dimostrò al mondo intero che in quel momento in Formula 1 c’erano 2 categorie a correre cioè lui e gli altri.

Sulla carta le Williams FW-15\C ipertecnologiche di Alain Prost e Damon Hill, progettate da quel mago che era fin dall’epoca un certo Adrian Newey, dovrebbero dominare e così fanno in qualifica rifilando distacchi abissali agli altri; il primo non vestito di blue-Williams è un giovane quanto promettente Michael Schumacher che precede di un soffio Ayrton Senna che guida una Mclaren che se si pensa cos’era fino a 2 anni prima vien voglia di strapparsi i capelli.

Insomma, sembra tutto scritto; invece al mattino Ayrton Senna apre un’ipotetico uovo di pasqua e ci trova il regalo a lui più gradito: la pioggia. Non una pioggia copiosa ma una pioggia tipica inglese, ora diluvia ora non viene una goccia, condizioni nella quale Ayrton Senna si trova come se fosse su un’altro pianeta, come se fosse di un’altra categoria, come se fosse magico.

Al via le Williams (grazie al primo traction-control su una formula 1) schizzano via e Ayrton Senna viene pure portato fuori traiettoria da un irruento Michael Schumacher e alla prima curva è quinto scavalcato anche dal promettente, ma rimasto tale, Karl Wendlingler.

Sembra tutto in salita per Ayrton Senna ma è proprio qui che comincia la magia di Senna, è qui che si crea la spaccatura tra Ayrton e gli altri, è propio all’uscita della “Redgate” (la curva 1 del Donington Park) che Ayrton Senna dà il via al primo giro più spettacolare e romantico che la storia delle corse abbia mai visto.

donington1“Craner Curves” serie di curve veloci dove a cedere sono Michael Schumacher e Karl Wendlingler tutti passati all’esterno in velocità come se loro fossero fermi, si arriva alla staccata della “McLean’s” e a cedere è Damon Hill passato in frenata con una facilità che l’elettronica sulla FW15\C sembrasse più utile a giocare ai videogiochi che a controllare la Williams; poi è il turno di Alain Prost, Ayrton gli si avvicina ma, l’eterno rivale, pare voler fare un trattamento particolare.

Lo agguanta in accelerazione in uscita dalla “S” dove in teoria il traction control della Williams avrebbe dovuto dare una spinta in più al “professore” e invece da modo a Senna di buttarsi in scia uscire e staccare al tornante “Melbourne” scomporre la macchina e entrare dentro ad un incredulo Alain Prost che manco oppone resistenza, come se avesse capito che quel giorno non c’era davvero niente da fare contro chi aveva un pizzico di magia nel piede destro.

Il resto della gare è pura poesia per chi ama le corse. La Mclaren motorizzata con un Ford che di competitivo non ha neanche un bullone, vola! Letteralmente vola! Scoda in uscita di ogni curva, pennella traiettorie come un pittore su una tela fatta di asfalto bagnato, alza nuvole d’acqua alte metri dando l’impressione di planare, dando l’impressione a tutti che quel giorno un mito dell’automobilismo ha deciso di scrivere una pagina che sa di epico, di romantico, di magico.

Le strategie sono completamente saltate per tutti, Alain Prost sembra non capire più nulla perchè quando monta le slick piove mentre quando smette monta le rain, contando a fine gara la bellezza di 7 pit stop. Agli altri non va meglio, basti pensare che si conteranno su 25 partenti ben 18 piloti che lamenteranno,durante o dopo la gara, problemi alla frizione causati dal numero altissimo di pit stop che sono costretti a fare. Addirittura Michael Schumacher, futuro “rain-master” della Formula 1, si elimina da solo con un testacoda al 22esimo giro.

Ayrton Senna invece sembra non avere il benchè minimo problema guidando anche con le slick nel diluvio e andando forte uguale ma in fondo se uno è magico lo fa con scioltezza e tranquillità, perchè quello era il suo giorno e neanche uno scroscio di pioggia lo poteva fermare.

Alla fine Ayrton Senna doppia praticamente tutti tranne Damon Hill che arriva sul traguardo con un distacco di quasi un minuto e mezzo, roba che Senna avrebbe potuto farsi una doccia prima del podio che tanto gli altri non sarebbero stati li ad aspettarlo.

Senna quel giorno entrò nell’olimpo dei grandi, dei migliori e dei fenomeni per poi mettere il piede nel mito e nella leggenda poco più di un’anno dopo a Imola.

Per descrivere a dovere quel giorno bisogna leggere cosa disse Stirling Moss a gara finita: “Ayrton Senna, con questa gara, si è definitivamente consacrato come il più grande pilota di tutti i tempi. Dopo Fangio e Clark sarà lui, ora, la pietra di paragone per la generazione futura di piloti.”


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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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